Terza dose vaccini: prima i fragili poi gli over 80, mentre i sanitari dal 2022

Terza dose vaccini: prima i fragili poi gli over 80, mentre i sanitari dal 2022

15:04 - Da fine mese iniezioni al via per 3 milioni di immunodepressi già vaccinati. Si useranno solo sieri a m-Rna. Critica l'Oms: prima dosi ai paesi poveri

La terza dose sarà somministrata a tappe. La prima è praticamente definita con il via libera dell’Aifa - pronto nel pomeriggio di giovedì 9 settembre, dopo due giorni di riunioni - all’iniezione “booster” per i cosiddetti «immunocompromessi»: una platea che comprende circa 3 milioni di italiani fragili di tutte le età, colpiti da una o più patologie severe. Per loro le somministrazioni possono partire praticamente da subito e cioè entro fine settembre quando sarà completata la lista - a cui stanno lavorando al ministero della Salute - delle patologie che daranno l’accesso all’iniezione.

Dopo gli immunodepressi, gli over 80
Sarà poi il turno degli over 80: date ancora non sono definite ma si ragiona tra novembre e dicembre e cioè prima che sia trascorso un anno da quando hanno iniziato a vaccinarsi - i “grandi anziani” hanno cominciato a gennaio-febbraio scorsi - perché anche in questa categoria si assiste già oggi a un abbassamento della protezione dello scudo dei vaccini. Per questa fascia si partirà dagli ospiti delle Rsa.

Terza tappa: i sanitari
Infine l’altra categoria al momento sicura di avere la terza dose - anche se anche qui non c’è ancora nulla di definito - sono i sanitari che si vaccineranno non prima del 2022, a un anno esatto di distanza dal primo round di vaccinazioni partite per loro a gennaio scorso, proprio quando cominceranno a scadere i green pass che ora durano 12 mesi. Si partirà però con i sanitari più esposti al rischio di contagio e cioè quelli che lavorano negli ospedali e in particolare nei reparti di terapia intensiva o dove sono ricoverati pazienti Covid. Per questa categoria la protezione del vaccino viene giudicata sufficiente almeno per 12 mesi.

L’intervallo di tempo per la terza dose
La terza dose di richiamo del vaccino anti-Covid dovrebbe essere somministrata, secondo quanto si apprende, «almeno dopo 28 giorni» dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti immunodepressi ed i trapiantati. Il richiamo andrebbe invece effettuato «almeno dopo sei mesi» per le altre categorie indicate, ovvero grandi anziani, ospiti delle Rsa e personale sanitario a rischio.

Una platea di 9 milioni di italiani

Con fragili, ricoverati nelle Rsa, over 80 e sanitari si sta dunque definendo la prima platea per la terza dose, che si aggira sui 9 milioni di italiani , mentre per il resto degli italiani si deciderà nei prossimi mesi anche se sembra quasi scontata anche qui una nuova iniezione che comunque partirà solo dai primi mesi del prossimo anno.

Immunodepressi verso la terza dose di vaccino
Tornando ai pazienti fragili gli «immunocompromessi» saranno chiamati direttamente dalle strutture sanitarie che li hanno in carico oppure potranno direttamente prenotarsi da soli per vaccinarsi in un hub. Del resto molte pubblicazioni scientifiche evidenziano la caduta della difesa del vaccino negli immunodepressi già dopo il quarto mese e in questo caso la terza dose viene considerata una sorta di completamento della vaccinazione.

Che cosa ci sarà nel parere dell’Aifa
L’Aifa nel suo parere dà il via libera alla nuova somministrazione con l’indicazione di ricorrere ai vaccini con la piattaforma a M-Rna (Pfizer e Moderna). Stop dunque, almeno per questa categoria, all’impiego degli altri vaccini oggi disponibili (AstraZeneca e Johnson&Johnson).

In Israele aumenta la protezione con la terza dose
A suffragare l’efficacia di una terza dose sono anche i dati in arrivo da Israele – dove si è cominciato con la nuova somministrazione già da diverse settimane (si veda intervista a fianco) – che sono stati passati al setaccio dai super esperti del ministero della Salute. Dati che mostrerebbero un deciso aumento della protezione con la terza dose: sul contagio l’efficacia sarebbe circa all’80% per salire al 95-100% sulle forme gravi di Covid.

Stessa scelta in Uk, Germania e Francia
Del resto l’Italia non è sola a percorrere questa strada, oltre a Israele sono già in pista con la nuova iniezione l’Inghilterra, la Germania e La Francia. In quest’ultimo Paese sono già circa 300mila le persone che hanno effettuato la prenotazione per ricevere la terza dose del vaccino da quando il governo ha lanciato la campagna la scorsa settimana raccomandandola alle persone con problemi di salute preesistenti e agli over 65.

Piano vaccinale: via alle dosi aggiuntive per soggetti a rischio
In attesa dunque dell’ok dell’Aifa la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Figliuolo, si sta preparando per organizzare la campagna che da fine mese viaggerà dunque su due binari: da un lato si continuerà a vaccinare tutti i soggetti idonei che non hanno ancora completato il ciclo per raggiungere e superare l’80% di immunizzati (sperando di ridurre sempre più il numero di cinquantenni che ancora sfugge al siero), dall’altro si darà il via alle dosi aggiuntive per la fascia di popolazione più a rischio.

Le critiche dell’Oms
Una decisione, quest’ultima, che però viene criticata dall’Oms che chiede, prima di procedere ai richiami, di inviare le fiale ai Paesi poveri che sono stati in grado di immunizzare solo una piccola parte della popolazione. «In questo momento, non vogliamo vedere un uso diffuso di dosi di richiamo per le persone sane che sono completamente vaccinate», ha spiegato ieri il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus.

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