Speciale energia: Argentina, petrolifera di stato Ypfb investe in bacino del Vaca Muerta

Speciale energia: Argentina, petrolifera di stato Ypfb investe in bacino del Vaca Muerta

Il direttore esecutivo del dipartimento per le risorse non convenzionali della compagnia petrolifera di stato Ypf, Gustavo Astie, ha annunciato investimenti nel breve termine per 200 milioni di dollari per la costruzione di gasdotti nell'area del bacino di Vaca Muerta.

Il direttore esecutivo del dipartimento per le risorse non convenzionali della compagnia petrolifera di stato Ypf, Gustavo Astie, ha annunciato investimenti nel breve termine per 200 milioni di dollari per la costruzione di gasdotti nell'area del bacino di Vaca Muerta. Si tratta, segnala il quotidiano patagonico "Rio Negro", di opere di infrastruttura relativa agli importanti giacimenti "Loma Campana" e "Rio Neuquen" per i quali la compagnia considera che ci sono le condizioni per proiettare ottimi ritorni potenziali. Gli investimenti erano già stati previsti nel piano di sviluppo quinquennale presentato dal Consiglio di amministrazione lo scorso dicembre, piano che prevede uscite complessive per oltre 1,4 miliardi di dollari. Il programma di Ypf sull'infrastruttura di Vaca Muerta prevede, secondo quanto dichiarato da Astie, anche opere destinate alla produzione di petrolio che nell'insieme rappresentano un investimento equivalente a 350 milioni di dollari oltre alla costruzione di nuovi oleodotti per circa 180 milioni di dollari.

Uno degli oleodotti previsti unirà i due blocchi produttivi di Lago Pellegrini e Medanito, mentre un secondo collegherà i blocchi di Cerro Bayo e Puesto Hernandez sempre con Medanito. Una parte di questi oleodotti compierà la funzione di condurre la produzione petrolifera verso la provincia di Mendoza. Parte di queste opere sono svolte in parallelo con quelle condotte dalla compagnia internazionale Gas Fenosa per l'ampliamento del "gasdotto del Pacifico", opere che permetteranno incrementare la capacità di trasporto dagli attuali 7 a 12,5 milioni di metri cubici al giorno. Da parte sua il vice presidente dell'area di Upstream di Ypf, Pablo Bizzotto, ha sottolineato che sebbene il piano di sviluppo quinquennale di Ypf è concentrato in special modo sul non convenzionale, non esclude lo sviluppo del convenzionale. In questo senso Bizzotto ha dichiarato che "il principale obiettivo in quest'area è il recupero e l'ottimizzazione delle tecniche di estrazione nei giacimenti maturi", obiettivo per il quale secondo il dirigente di Ypf si presenta "una grande opportunità", dato che con le nuove tecniche il fattore di recupero è passato dal 17 ad oltre il 40 per cento.

Nel corso di una recente visita del presidente Mauricio Macri al giacimento della compagnia petrolifera nazionale "Ypf" nel bacino di "Vaca Muerta" il governo argentino ha ratificato la volontà di puntare allo sfruttamento di questa risorsa considerata anche da altri esperti come una potenziale svolta nel prossimo futuro del paese. E' quanto ha ribadito anche il direttore di Ypf ed ex sottosegretario del ministero dell'Energia Emilio Apud, secondo il quale "se sfruttato a dovere, il bacino di Vaca Muerta può generare esportazioni superiori a quelle del settore agricolo"."Si tratta di una corsa contro il tempo" ha avvertito ad ogni modo Apud. "Più presto che tardi si smetterà di usare gli idrocarburi in tutto il mondo per cui bisogna affrettare la tappa di sviluppo dei progetti di sfruttamento", sostiene il direttore di della principale compagnia petrolifera argentina."Il gas c'è e la tecnologia pure, mancano solo i fondi per estrarlo", spiega senza mezzi termini Apud secondo il quale le spese di sfruttamento richiedono investimenti annuali nell'ordine dei 10 miliardi di dollari.

Il presidente Macri ricordava che già adesso si produce un "3 per cento di gas in più grazie a Vaca Muerta e che le proiezioni sono in aumento, anche se attualmente, ha aggiunto, "la produzione attuale non è sufficiente a coprire il deficit energetico". Con lo sviluppo del giacimento di idrocarburi Vaca Muerta l'Argentina sarà in grado di coprire il 100 per cento del fabbisogno energetico del paese già nel 2021, salvo nei mesi invernali secondo quanto aveva dichiarato recentemente dal sottosegretario argentino alla pianificazione energetica Daniel Redondo. Il funzionario del ministero dell'Energia e delle Miniere ha difeso il potenziale del sito, e rilanciato gli investimenti promossi dal governo del presidente Mauricio Macri. Secondo i dati dell'Argentine Petroleum and Gas Institute (Iapg) la produzione di gas non convenzionale in Argentina è cresciuta del 78 per cento dal 2015. Sulla base dei nuovi investimenti boliviani al Vaca Muerta e dell'importante riduzione dei costi estrattivi, il governo di Buenos Aires annuncia che il paese è sulla buona strada per recuperare parte dell'autosufficienza energetica persa nel 2004. La speranza è ora di rilanciare l'esportazione, e rinegoziare il contratto di importazione di gas dalla Bolivia - da cui dipende attualmente per il 20 per cento della fornitura-, che scade nel 2026.

Per favorire lo sviluppo e migliorare i costi di logistica il governo argentino ha annunciato lo scorso febbraio una gara d'appalto internazionale per la costruzione di 700 km di rete ferroviaria per il collegamento tra Vaca Muerta, principale area di sfruttamento petrolifero argentina nella provincia patagonica del Chubut, ed il porto di Bahia Blanca, situato all'estremo sud della provincia di Buenos Aires. D'altra parte il sottosegretario argentino alle Miniere, Daniel Meilan, ha sottolineato che "l'Argentina il paese che nel 2017 è cresciuto di più a livello di investimenti nell' esplorazione mineraria". Lo ha fatto di recente durante la presentazione del padiglione argentino nella più importante Fiera internazionale del settore minerario (Pdac) che si tiene annualmente a Toronto, dove ha sottolineato che "le esplorazioni sono cresciute del 65 per cento" con investimenti pari a circa 300 milioni di dollari a fronte dei 148 del 2016. "L'Argentina non è più il paese meno attrattivo del mondo per gli investimenti minerari" ha aggiunto quindi Meilan, facendo riferimento al ranking dell'istituto Fraser, dove è risalito dall'ultimo posto al quinto. In base alle stime della segreteria diretta da Meilan, per sfruttare appieno le risorse minerarie (oro, argento, rame, litio) l'Argentina deve investire tra i 300 ed i 500 milioni di dollari nell'esplorazione.

Di recente il presidente argentino Mauricio Macri aveva pure dichiarato che "le esportazioni del settore possono moltiplicarsi per venti" e che il governo argentino prevede un piano di investimenti con l'iniezione di miliardi di dollari in opere destinate ad adeguare le necessità del settore in termini di logistica, autostrade, ed aeroporti. Uno dei progetti che da questo punto di vista è in testa alle ambizioni argentine è proprio quello sul sito di "Vaca Muerta", principale area di sfruttamento petrolifero argentino situato nella provincia patagonica del Chubut. Il bacino, il cui sfruttamento è appena agli inizi, potrebbe rappresentare una svolta decisiva per la crescita dell'economia argentina e già dai tempi della presidenza di Cristina Kirchner per Buenos Aires rappresenta una grande scommessa sul futuro. Macri ha rilanciato i progetti sul sito, in particolare per la realizzazione di infrastrutture che permettano di svilupparlo in modo integrato.

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