Speciale difesa: Argentina, governo progetta uso delle Forze armate in operazioni anti terrorismo, narcotraffico e crimine organizzato

Speciale difesa: Argentina, governo progetta uso delle Forze armate in operazioni anti terrorismo, narcotraffico e crimine organizzato

Buenos Aires, 30 mag 16:00 - (Agenzia Nova) - Il governo argentino sta considerando l'ipotesi di utilizzare unità delle Forze armate in operazioni di sicurezza, principalmente sul fronte della lotta al narcotraffico, al terrorismo ed al crimine organizzato.

Il governo argentino sta considerando l'ipotesi di utilizzare unità delle Forze armate in operazioni di sicurezza, principalmente sul fronte della lotta al narcotraffico, al terrorismo ed al crimine organizzato. Per avanzare su questo punto, segnala oggi il quotidiano "La Nacion", l'esecutivo deve prima revocare un decreto dell'ex presidente Nestor Kirchner che vieta la partecipazione militare in compiti che non siano esclusivamente di difesa e soprattutto superare la forte opposizione di una parte della società che non dimentica i crimini perpetrati durante la dittatura. "Aiuteremo il ministero della Sicurezza nelle frontiere dove abbiamo registrato oltre cento passaggi non ufficiali", ha dichiarato il ministro della Difesa, Oscar Aguad, a margine di un evento per la celebrazione della "giornata dell'Esercito" al quale ha partecipato insieme al presidente Mauricio Macri. Lo stesso presidente, nel suo discorso, ha dichiarato che "c'è bisogno di Forze armate che si adattino alle necessità del ventunesimo secolo e siano preparate ad affrontare le minacce che oggi ci preoccupano".

E' in questo senso che Macri ha espresso l'esigenza di "un maggiore sforzo di collaborazione con altre aree dello Stato" e la possibilità che unità dell'Esercito collaborino "con appoggio logistico alle forze di sicurezza". L'obiettivo, ha precisato il presidente, è quello di "proteggere gli argentini dalle minacce e dalle sfide attuali", ma anche quello di contribuire "alla politica estera" del paese. Il ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, presente all'evento, ha dichiarato da parte sua che "per noi è benvenuta ogni collaborazione volta alla protezione della cittadinanza". Il capo delle forze di Sicurezza ha quindi confermato che "si sta affrontando la necessità di modifiche normative" e che al momento è già vigente una collaborazione nelle frontiere tra Esercito e Gendarmeria attraverso l'operazione "scudo del Nord" avviata dal precedente governo di Cristina Kirchner.

Il ministro della Difesa, Oscar Aguad, ha sottolineato che oggi l'Esercito già dispone della facoltà di collaborare su missioni di appoggio logistico e di mettere a disposizione le sue infrastrutture, anche se ha confermato che si sta discutendo della possibilità della assunzione di "nuove responsabilità", come la partecipazione nella lotta al narcotraffico, al terrorismo ed al crimine organizzato. Un'altra disposizione che si sta valutando sarebbe il travaso volontario di soldati alle forze di Gendarmeria (frontiera terrestre) e Prefettura (frontiere marine).

I vicini Uruguay e Brasile permettono alle Forze armate di agire come forze di sicurezza in un raggio di 20 km lungo le frontiere, sottolineano fonti ufficiali a "La Nacion" che sostengono che l'Argentina è "il paese più arretrato nella regione in questo senso", e che l'attuale limitazione "è ridicola". "Per noi l'importante è iniziare il dibattito su questo fronte", ha dichiarato un esponente del governo presente all'atto, sottolineando che "le Forze armate non sono le stesse della dittatura". E' questo uno dei punti più delicati della questione della partecipazione militare in questioni di sicurezza per una importante fetta della società argentina che ancora oggi reclama giustizia nei confronti dei crimini perpetrati all'epoca del governo militare.

In questo senso Estela Carlotto, presidente dell'associazione non governativa "Abuelas" della Piazza di Maggio, avverte sul fatto che "si sta torcendo l'azione delle Forze Armate dal nemico esterno al nemico interno". "Lo possiamo vedere già da adesso con la repressione delle manifestazioni e la brutalità che si scatena da parte delle forze dell'Ordine" ha aggiunto Carlotto in dichiarazioni rilanciate dal quotidiano "Pagina 12". Il governo argentino deve ad ogni modo fare fronte ad esigenze speciali determinate dall'organizzazione del G20 previsto per i prossimi 30 novembre e 1 dicembre a Buenos Aires. In questo senso l'Argentina dovrà dotarsi di moderni aerei a capacità supersonica, oltre ad un sistema di difesa missilistico e radar di ultima generazione in vista del summit dei capi di stato. Si tratta di uno standard minimo, richiesto dai servizi di sicurezza delle principali potenze che parteciperanno al summit, e principalmente Stati Uniti, Russia e Cina.

Fonti del governo avrebbero confermato alla testata argentina inoltre che oltre al piano di sicurezza messo in atto dalle Forze armate nazionali, le tre potenze citate conteranno con appoggio logistico e operativo dei rispettivi eserciti, ciò che implica la presenza in territorio argentino di portaerei ed equipaggiamento militare straniero. Per quanto riguarda la dotazione richiesta all'aviazione, sempre "Clarin" aveva annunciato lo scorso novembre l'acquisto da parte del governo argentino di cinque aerei Super Etendard "rimodernizzati e aggiornati" in un'operazione costata 12,5 milioni di dollari. Si tratta di veicoli prodotti tra il 1978 ed il 1982 ma che sono stati utilizzati dall'aviazione francese fino al 2016 e sono dotati di strumentazione radar ed elettronica di ultima generazione che permette un più ampio spettro di utilizzo di quello del modello originale pensato soprattutto per missioni di attacco navale.

Sempre in tema di dotazione aerea, proprio oggi sono stati consegnati al governo argentino 4 elicotteri Bell 412 acquistati negli Stati Uniti con differenti configurazioni (trasporto, soccorso, vigilanza) che saranno di stanza nella VII Brigata aerea di Moron. Il governo argentino ad ogni modo sta pianificando con tempo il dispositivo integrale di sicurezza in vista del summit. In questo senso, secondo quanto riportato da diverse testate locali, sono stati già presi accordi con il Comando Sud dell'esercito degli Stati Uniti per quanto riguarda appoggio tecnico e logistico, mentre sono stati avviati contatti con i governi della Federazione Russa e quello di Israele per quanto riguarda possibili accordi in materia di difesa informatica.

Il summit del G20 rappresenta senza dubbio il maggior impegno in materia di sicurezza mai affrontato dal governo del presidente Mauricio Macri, e costituisce un fatto inedito per tutta l'America Latina che ospita per la prima volta questo evento. Se tutti gli invitati confermassero la loro presenza, Buenos Aires si troverebbe infatti ad accogliere contemporaneamente i capi di Stato delle nazioni più potenti del pianeta, dal presidente Usa Donald Trump, a quello russo Vladimir Putin e quello cinese Xi Jinping. In questo senso il governo argentino ha già raggiunto un accordo con quello statunitense per ricevere aiuto tecnico e logistico da parte del governo Usa ed i ministri della Sicurezza, Bullrich, insieme a quello della Difesa, Aguad, si sono riuniti a Miami con l'ammiraglio Kurt W, Didd, Capo di stato maggiore dello Ussouthcom.

Fonti del ministero della Sicurezza, avrebbero confermato al quotidiano "La Nacion" che nell'occasione è stata presentata agli inviati di Buenos Aires la pianificazione prevista per il summit di novembre-dicembre 2018. "L'assistenza del Comando Sud prevede un ampio spettro di interventi a partire dall'area tecnica, a quella della comunicazione fino all'appoggio aereo, includendo corsi di formazione, esercitazioni congiunte con le forze speciali, intelligence ed equipaggiamento", ha dichiarato una fonte a "La Nacion". Bullrich e Aguad concluderanno oggi la loro visita negli Usa con un ultimo incontro sempre con autorità dello Ussouthcom ma anche dell'amministrazione Trump questa volta centrato su questioni legate al narcotraffico. La Federazione Russa ed Israele si disputano invece la fornitura allo Stato argentino di tecnologia e sistemi di difesa informatica in vista del summit. E' quanto emerge da un articolo pubblicato oggi dal quotidiano "Ambito Financiero" che dà conto delle trattative avviate dallo Stato argentino a seguito dei recenti vertici del presidente Mauricio Macri sia con il suo omologo russo Vladimir Putin che con quello israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo la testata argentina infatti, a seguito dell'incontro a Mosca, lo scorso 25 gennaio, tra Macri e Putin, si è svolta una successiva riunione a Buenos Aires tra un rappresentante della compagnia russa Softline dedicata alla cyber-security e funzionari del ministero della Difesa argentino.

Nell'ambito del vertice bilaterale, i due capi di Stato avevano manifestato la volontà di avanzare nella cooperazione in materia di sicurezza ed il governo argentino si è mostrato interessato a esplorare possibili collaborazioni sul tema della sicurezza delle reti e a valutare equipaggiamento russo in vista del summit del G20."Condividere informazioni e dati su possibili strategie offensive e difensive di fronte alle minacce informatiche è vitale", ha dichiarato alla testata argentina una fonte militare di alto livello coinvolta nei negoziati. L'inviato internazionale di Softline avrebbe presentato dispositivi informatici sviluppati da esperti russi in una riunione a porte chiuse presso l'ambasciata della Federazione Russa a Buenos Aires. Da parte argentina sarebbero stati presenti alla riunione il sottosegretario alla Difesa informatica, Alfredo Parodi insieme al commodoro Horacio Ghiosi, capo di Stato maggiore del Comando congiunto sulla Cyberdifesa.

In questo senso la preoccupazione della Difesa argentina è giustificata. Nel giugno 2017 il sito dell'esercito argentino ha subito un attacco hacker nel quale il sistema venne vulnerato attraverso l'introduzione di immagini contenenti presunte minacce dello Stato islamico. "Questa è una minaccia, Isis è in Argentina e molto presto saprete di noi", annunciava uno dei proclami. Recentemente, nel gennaio del 2017, è stata violata anche una delle reti sociali personali del ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, così come 30 indirizzi di posta elettronica del suo dicastero. Secondo quanto afferma "Ambito Financiero", sia il ministero della Difesa che quello della Sicurezza sono alla ricerca di soluzioni riguardanti la prevenzione di attacchi informatici su obiettivi strategici e di interesse nazionale come i sistemi di comunicazione, il controllo aereo commerciale, la rete dei radar di vigilanza e monitoraggio dello spazio aereo dell'Aviazione, le frequenze di trasmissione radio delle forze di Sicurezza e della Difesa.

Uno degli scenari considerati riguarda anche un possibile attacco attraverso l'uso droni per il quale si cerca di individuare una tecnica capace di inibire il controllo di mezzi non autorizzati. Al momento di decidere cosa e a chi comprare il governo argentino ha optato per un tipo di negoziati "G to G" (da governo a governo), un sistema che implica l'esistenza di accordi di cooperazione tecnica militare bilaterali. Argentina e la Federazione russa hanno un accordo datato al 2006, ma che ha bisogno di un aggiornamento e della firma di un complemento fondamentale sulla protezione reciproca delle informazioni segrete nel campo della cooperazione tecnico-militare.

Secondo quanto riportato sempre da "Ambito Financiero" oltre alla Federazione russa anche il governo israeliano si è mostrato interessato a fornire, sia al ministero della Difesa che a quello della Sicurezza argentini, assistenza e tecnologia in materia di sicurezza informatica. Anche in questo caso l'avvio delle discussioni ha avuto origine nel vertice, avvenuto lo scorso settembre a Buenos Aires, tra il presidente Macri ed il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu. La delegazione di Tel Aviv era composta da numerosi rappresentanti di imprese del settore della sicurezza informatica tra le quali Verint, Elbit e Mer Cyber. Nell'occasione vennero firmati due accordi di cooperazione in materia di sicurezza scaturiti nel successivo acquisto da parte argentina di due motovedette israeliane e di sistemi di sorveglianza per le frontiere. La collaborazione tra i due governi era stata avviata già con una prima visita del ministro Patricia Bullrich a Tel Aviv nel novembre 2016, dove aveva incontrato il suo pari Gilad Erdan. Secondo quanto riportato dalla testata argentina, Elbit, promossa direttamente dal mediatore argentino e presidente della Camera di commercio argentino-israeliana, Mario Montoto, avrebbe già presentato un suo progetto per fornire sistemi per il dispositivo di sicurezza del G-20.

www.prensa.cancilleria.gob.ar es un sitio web oficial del Gobierno Argentino