Salini punta a rafforzarsi in Argentina e nei paesi dell’America del sud

Salini punta a rafforzarsi in Argentina e nei paesi dell’America del sud

Il gruppo ha presentato la sua offerta per la componente civile di un progetto del valore complessivo di 600 mln di dollari che riguarda l'espansione di Yacyretà, una delle più grandi dighe del suo genere al mondo, costruita da Salini Impregilo negli anni '90. Obiettivo: aumentare del 9% la capacità di produzione di energia elettrica dell'impianto. Titolo in spolvero anche grazie alle novità emerse in assemblea

Salini Impregilo  punta a consolidare la sua presenza in Argentina e nei Paesi dell'America del sud. Il gruppo italiano di costruzioni ha presentato la sua offerta per la componente civile di un progetto del valore complessivo, inclusivo anche della componente elettromeccanica che sarà aggiudicata separatamente, di circa 600 milioni di dollari che riguarda l'espansione di Yacyretà, una delle più grandi dighe del suo genere al mondo, costruita da Salini Impregilo  negli anni '90.

Obiettivo del nuovo progetto è aumentare del 9% la capacità di produzione di energia elettrica dell'impianto, pari oggi a 3.2 GW, per ulteriori 270 MW. Il gruppo ha una conoscenza approfondita della diga, avendo partecipato alla sua costruzione fino al 1998. La realizzazione di quella che all'epoca era la diga più lunga del mondo (quasi 70 km) proseguì in diverse fasi per oltre un decennio, affrontando sfide ingegneristiche determinate sia dalla grande dimensione e portata del fiume (il secondo del Sud America dopo il Rio delle Amazzoni) sia dalla necessità di attuare complesse operazioni per la salvaguardia dell'ambiente naturale e delle popolazioni locali.

Salini Impregilo  è molto interessata a contribuire alle nuove sfide ingegneristiche del Paese e alle iniziative prese dal governo del presidente, Mauricio Macri, per investire in infrastrutture. Fino al 2022, il governo ha pianificato un investimento pari a 26,5 miliardi di dollari americani in progetti infrastrutturali, anche facendo ricorso al sistema di public-private partnership, che coinvolge investitori privati.

A Buenos Aires la società italiana sta supportando il governo in un'iniziativa per risanare il Matanza-Riachuelo, uno dei bacini più inquinati nel mondo, con la realizzazione di un tunnel idraulico che sarà tra i più lunghi al mondo, con i suoi 12 chilometri e servirà come canale di uscita delle acque trattata da un impianto.

Nel continente sud americano Salini Impregilo  vanta una presenza multidecennale in una molteplicità di settori, dall'idroelettrico, alla costruzione di strade e ponti, ferrovie e metropolitane, alla costruzione del nuovo canale di Panama. Nel 2015 ha inaugurato Sogamoso, la terza più grande diga in Colombia, che produce l'8% dell'energia consumata. Mentre in Brasile ha partecipato alla costruzione dell'Anchieta-Imigrantes, il principale sistema autostradale tra le città di Sao Paulo e Santos, il più importante porto del paese. A Lima, in Perù, sta lavorando alla Line 2 della metropolitana, un'opera strategica per la mobilità sostenibile della città.

La novità di oggi e quanto emerso durante l'assemblea degli azionisti della scorsa settimana spronano a Piazza Affari il titolo Salini Impregilo , in rialzo al momento del 4,04% a quota 2,47 euro. Nel corso dell'assemblea il management non solo ha annunciato che una parte degli asset (Plants&Paving business) della controllata Lane, attiva negli Usa, è stata messa in vendita (gli introiti saranno impiegati nella riduzione del debito del gruppo che scenderà più del previsto, di 400 milioni di euro entro il 2019), ma anche che Salini Impregilo  potrebbe dire addio a Piazza Affari con destinazione Wall Street.

Le attività che Impregilo Salini  intende cedere hanno generato l'anno scorso 600 milioni di dollari di ricavi, poco più di un terzo del totale della controllata Lane. "Quest'attività è sempre stata la mucca da mungere di Lane, quindi crediamo che i potenziali acquirenti guardino al free cash flow sottostante", indicano gli analisti di Mediobanca  Securities, facendo presente che non ci sono transazioni negli Stati Uniti con un simile perimetro e che le società che operano nel settore del cemento scambiano intorno a 8-10 volte l'ebitda (Buzzi Unicem  è attualmente scambiata a circa 6 volte l'ev/ebitda).

Incasso prevedibile della vendita? 0,4 miliardi di dollari, equivalente a più dell'80% del prezzo pagato per l'acquisizione di Lane nel 2016 (430 milioni di euro), ma in una presentazione distribuita dalla società dopo l'assemblea è stato indicato un incasso atteso superiore a 0,2 miliardi di euro dalla cessione della divisione P&P.

"Non conosciamo i margini della business unit Plants&Paving di Lane ma riteniamo che dovrebbero essere bassi. Pensiamo che il margine ebitda della divisione P&P possa essere intorno al 4%, perché sarebbe coerente con l'enterprise value di circa 0,2 miliardi di euro indicato dalla società e basato su un multiplo ev/ebitda di 10 volte che è il ratio medio del settore per i materiali da costruzione negli Stati Uniti", affermano gli analisti di Fidentiis i quali ritengono che il potenziale impatto della cessione sulla valutazione di Salini Impregilo  potrebbe essere superiore al 10%, considerando che attualmente Salini Impregilo  scambia a 2,8 volte l'ev/ebitda 2018.

Quindi "la cessione della divisione P&P dovrebbe essere una notizia positiva perché aiuterebbe Salini Impregilo  a ridurre il proprio indebitamento netto, pari a 703 milioni di euro a fine 2017, a rifocalizzarsi sulla sua organizzazione negli Stati Uniti e a liberare risorse per finanziare la crescita del core business delle costruzioni nel Paese. Abbiamo un rating buy sull'azione con un range di valutazione tra 3,2 e 3,5 euro", concludono a Fidentiis.

Certo che i multipli della potenziale cessione sono significativamente più alti di quelli a cui tratta Salini Impregilo  (3,2x). "Quindi potrebbe essere un modo per rendere più visibile il valore del business del gruppo negli Stati Uniti", aggiungono gli analisti di banca Imi. "Infatti, sulla base del multiplo ev/ebitda di 8-10 volte, calcoliamo che la cessione della divisione P&P possa avere un impatto positivo sulla capitalizzazione di Salini  tra 190 milioni di euro e 270 milioni di euro, corrispondenti a un intervallo del 15-22% in termini percentuali. Prevediamo un impatto positivo sul titolo che, secondo noi, può raggiungere almeno il nostro target price a 2,5 euro", stimano gli esperti di Banca Imi che comunque mantengono un rating hold sul titolo.

Anche Mediobanca  ha ribadito il rating neutral e il target price a 3,30 euro, pur ammettendo che le notizie relative alla cessione di attività non strategiche più la possibilità di quotarsi negli Stati Uniti (in un anno, un anno e mezzo) potrebbero migliorare la performance da inizio anno estremamente debole della società che ha anche il 50% delle sue vendite denominato in dollari.

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