Recovery, Draghi: spendere tutto, bene e con onestà. Entro luglio i primi 25 miliardi

Recovery, Draghi: spendere tutto, bene e con onestà. Entro luglio i primi 25 miliardi

12:45 - Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, mette in chiaro i principi che animano lo sforzo Italia per la ripartenza e le riforme (anche con i fondi della Ue), nel corso in conferenza stampa con la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, a Cinecittà.

Isoldi del Recovery devono essere «spesi tutti, ma soprattutto spesi bene, in maniera efficiente, efficace, ma anche con onestà: nelle ultime settimane abbiamo già fatto importanti passi» sulle prime riforme, come governance e semplificazioni. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, mette in chiaro i principi che animano lo sforzo Italia per la ripartenza e le riforme (anche con i fondi della Ue), nel corso in conferenza stampa con la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, a Cinecittà. «La giornata di oggi è solo l’inizio, la sfida ora è l’attuazione del piano, bisogna assicurarci che i fondi siano spesi tutti e soprattutto bene», ha sottolineato Draghi.

Von der Leyen, appoggio totale Commissione Ue
Il Paino italiano, del resto, è stato promosso a pieni voti (con una sola incertezza sui costi totali delle riforme, qui l’articolo completo sulla «pagella» della Commissione ue al Recovery presentato dall’Italia) dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervenuta martedì 22 giugno a Roma accanto a Mario Draghi: «Sono qui oggi a dire che avete l’appoggio totale della commissione europea», ha detto. Prima di auspicare che «l’Italia sia motore della ripartenza economica dell’Europa», dopo la pesante crisi innescata dal Covid e dalla pandemia.
«Vorrei ringraziare la presidente per essere qui con noi a Roma - l’ha accolta il presidente del Consiglio - La sua visita segna l’approvazione da parte della Commissione europea del Pnrr. Questa è una giornata di orgoglio per il nostro Paese».
«La nostra approvazione», ha detto poi von der Leyen, dà il via libera ai 191,5 miliardi del Recovery plan destinati all’Italia. «Una volta approvato dal Consiglio nelle prossime quattro settimane, saremo pronti a erogare i primi fondi. È l’inizio di un’attuazione che sarà dura, dovremo lavorare in modo duro e la Commissione sarà accanto a voi passo dopo passo. Un’Italia più forte rende l’Europa più forte».

Il Pnrr 25 miliardi entro giugno
Via libera della Commissione Ue al Pnrr italiano, che farà arrivare al Paese 24,9 miliardi di euro entro luglio, e in totale 191,5 miliardi entro il 2026. Di questi, 68,9 sono sovvenzioni e 122,6 sono prestiti.
Il piano «rappresenta una risposta completa e bilanciata alla situazione economica e sociale dell’Italia, contribuendo in modo appropriato a tutti e sei i pilastri del regolamento Recovery», scrive Bruxelles.
Il Pnrr contiene 190 misure, di cui 58 riforme e 132 investimenti. E 525 obiettivi da raggiungere per ottenere le tranche di fondi. Il 37,5% del piano contribuisce agli obiettivi climatici, il 25% a quelli digitali.

Il Piano: investimenti, riforme e la «transizione verde»
Il piano italiano, consegnato formalmente martedì alla presidente della Commissione Ue, contiene un’ampia gamma di investimenti e riforme per affrontare le sfide della transizione verde», scrive Bruxelles. L’Ue cita gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (Super ecobonus e gli altri sgravi per la casa), anche con incentivi fiscali, e investimenti diretti per ristrutturazioni di edifici pubblici, scuole, tribunali, alberghi, musei, cinema e teatri. Importanti per la Commissione sono le riforme per aumentare la concorrenza nei mercati dell’energia elettrica e del gas, per promuovere l’uso di fonti di energia rinnovabile e per facilitare l’autorizzazione di progetti di energia rinnovabile. Vengono poi sottolineate le misure per ridurre le emissioni di gas serra dei trasporti, con investimenti nella mobilità urbana sostenibile e nelle infrastrutture ferroviarie.
Inoltre, «il piano affronta le sfide esistenti sulla gestione dell’acqua e delle acque reflue e tutela della biodiversità», e prevede l’adozione di una nuova strategia per promuovere l’economia circolare. «Gli investimenti modernizzeranno gli impianti di gestione dei rifiuti esistenti e ne costruiranno di nuovi», sottolinea la Ue. «Le infrastrutture idriche saranno migliorate per proteggere le forniture e ridurre le perdite», e verranno poi introdotte misure per promuovere il rimboschimento e il recupero di aree naturali, fondali e habitat marini. Per quanto riguarda il digitale, il piano prevede «importanti investimenti» nella digitalizzazione delle imprese, nel completamento delle reti a banda ultralarga e nella connettività 5G. «Significativi» gli interventi che mirano alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, tra cui scuola e sanità, e quelli per la digitalizzazione della giustizia.

Impatto «enorme» anche sul lavoro
«Noi facciamo valutazioni sempre molto conservative dell’impatto dei vari piani nazionali di ripresa e resilienza sulle economie nazionali - ha sottolineato von der Leyen - abbiamo valutato che il piano italiano avrà un impatto che andrà da 1,5-2% del Pil con enorme incremento occupazionale. Questo è un impatto enorme».

Campagna vaccinale in Italia spedita come gli Azzurri
«La campagna vaccinale» in Italia, ha detto von der Leyen, «procede velocemente come la squadra azzurra e tutto il Paese e l’economia stanno riaprendo».

Draghi: puntiamo ripresa significativa, duratura e inclusiva
L’Italia punta a «una ripresa significativa, duratura, ma che abbia al centro l’inclusione sociale e la sostenibilità», ha aggiunto il presidente del Consiglio. «Spesso le riforme creano cambiamenti e sono anche momenti di crisi poter avere un grande programma di investimenti insieme alle riforme è molto importante», ha detto ancora, per poi aggiungere che «il governo italiano e tutti noi abbiamo un responsabilità nei confronti del resto dei Paesi europei, dei cittadini di quei Paesi che hanno pagato e pagheranno le tasse per finanziare il nostro piano nazionale. Abbiamo la responsabilità di far bene non solo per noi stessi ma anche per l’Europa». Se l’attuazione del Pnrr «va in porto - ha sottolineato Draghi - sono certo che alcune parti dello sforzo fatto dai Paesi Ue e dalla commissione rimarrà strutturale. Sarà strutturale se sapremo rispondere alla fiducia che ci sarà data».

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