Borse caute in attesa della Fed. Lo spread scende sotto 230 punti

Borse caute in attesa della Fed. Lo spread scende sotto 230 punti

La Banca centrale Usa attesa alla terza stretta sui tassi dell'anno: possibile un riferimento agli impatti delle tensioni commerciali sull'economia. Argentina e Fmi accelerano sul prestito da 50 miliardi. Tokyo chiude (+0,4%) ai massimi da inizio anno

Mercati cauti in attesa della riunione della Federal Reserve che dovrebbe decretare un rialzo del costo del denaro di un quarto di punto in area 2-2,25%, ovvero il livello massimo del decennio, e potrebbe anche abbandonare la retorica sulla "politica monetaria accomodante", segnalando la fine della lunga emergenza. In prospettiva, gli analisti vedono un quarto rialzo dei tassi entro la fine dell'anno ma si aspettano anche indicazioni dal governatore Jerome Powell sui possibili impatti delle guerre commerciali sull'economia a stelle e strisce.

Infatti il discorso del presidente americano Donald Trump, pronunciato all'Onu, contro il "globalismo" e a favore del "patriottismo" ha riacceso i timori legati alle tensioni alle dogane, specialmente quelle verso la Cina, le cui pratiche "non saranno più tollerate" dagli States.

I mercati europei prendono la via dell'incertezza: Milano retrocede dello 0,05% con Telecom tra i titoli più venduti. Londra gira in rialzo dello 0,14%, Francoforte cede lo 0,12% e Parigi migliora a +0,25%. I listini asiatici - dopo un avvio incerto - hanno chiuso positivi questa mattina. Bene la Borsa di Tokyo che ha toccato i massimi da otto mesi e superato quota 24mila punti: il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,39% a 24.033,79 punti. In recupero anche la Cina, dove Shanghai e Shenzhen hanno guadagnato poco meno dell'1% dopo che Msci ha annunciato che sta valutando l'aumento del peso delle azioni cinesi nei suoi indici globali.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi - dopo il leggero ampliamento della mattinata - torna a scendere verso 225 punti base secondo la piattaforma Bloomberg per un rendimento del decennale italiano che scende al 2,8%. Resta alta la tensione intorno alla Manovra e alla vigilia della presentazione della Nota di aggiornamento del Def, che indicherà il livello di deficit/Pil atteso dal governo per il prossimo anno. Il vicepremier Luigi Di Maio è tornato a dire - a Circo Massimo su Radio Capital - che non è un tabù il livello del 2% di indebitamento sul prodotto, ribadendo il "no" ai condoni proposti dalla Lega (la soglia di sanatoria fino a 1 milione di euro "è inaccettabile"). Soltanto ieri, aveva minacciato di ritirare l'appoggio alla Nota di aggiornamento qualora il reddito di cittadinanza - promesso a partire da marzo - non fosse entrato nella legge di Bilancio. Notano gli analisti di Intesa Sanpaolo che il calo dei differenziali rispetto alla Germania registrato nei primi giorni della settimana, "più che al flusso di notizie sulla Manovra" riflette "la cautela del Mef nel fissare gli obiettivi per l'asta a medio/lungo termine di domani, il cui ammontare è stato annunciato in appena 3-4 miliardi". Intanto una buona notizia è arrivata al Tesoro: ha collocato tutti i 6 miliardi di Bot a 6 mesi (scadenza 29-03-2019). I rendimenti in assegnazione, allo 0,206% hanno mostrato una riduzione di 23 punti base rispetto all'asta precedente. Il rapporto di copertura è in calo a 1,64. Meno positiva - ad esser eufemistici - la decisione di S&P di tagliare le stime sulla crescita dell'Italia all'1,1% sia per il 2018 (dall'1,3 di giugno) che per il 2019 (dall'1,2%).

Ieri sera a Wall Street il Dow ha perso lo 0,26%, lo S&P 500 ha perso lo 0,13% mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,18%. Il prezzo del petrolio è in lieve calo dopo la fiammata in avvio di settimana che ha portato il Brent ai massimi da 4 anni sulla scorta delle sanzioni Usa per l'Iran: i contratti sul greggio Wti con scadenza ad ottobre cedono a 72,13 dollari (72,28 ieri sera a new York). Il greggio del Mare del Nord è in calo a 81,2 dollari al barile. Oggi è atteso il dato delle scorte Usa, viste in calo per la sesta settimana di fila; ieri nel pomeriggio americano il gruppo privato American petroleum institute ha calcolato un rialzo degli stock di 2,9 milioni di barili di greggio per lo stesso arco temporale preso in considerazione dal governo Usa.

L'euro tratta stabile sopra quota 1,17 dollari: passa di mano 1,1763 dollari e 132,83 yen. Dollaro/yen a 112,92. Dalla martoriata Buenos Aires arrivano segnali distensivi dopo l'abbandono a sorpresa del governatore: il governo argentino e il Fondo monetario internazionale "sono vicini al traguardo" nelle trattative  sull'erogazione del prestito da 50 miliardi di dollari che era stato concordato lo scorso maggio e che Baires ha chiesto di anticipare il seguito al peggioramento delle condizioni economiche del Paese. Lo ha detto il direttore gernale dell'Fmi, Christine Lagarde, via Twitter, aggiungendo di aver avuto "un incontro molto buono" con il presidente argentino Mauricio Macri. L'indice di fiducia dei consumatori in Francia si è portato ai minimi da due anni a 94 punti contro attese stabili a 96 e dopo che quello delle imprese manifatturiere aveva già registrato una discesa più forte del previsto a 107 da 110. Ci sono poi in arrivo le vendite di case negli Stati Uniti e l'andamento dei mutui.

Infine il prezzo dell'oro è in rialzo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata recupera lo 0,1% e torna sopra quota 1.200 a 1.201 dollari l'oncia.