Moscovici e la manovra italiana: «Le sanzioni sono sempre un fallimento. Speriamo in soluzione condivisa»

Moscovici e la manovra italiana: «Le sanzioni sono sempre un fallimento. Speriamo in soluzione condivisa»

«La porta rimane aperta», ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, parlando della manovra italiana. L’incontro tra Tria e Juncker? «Utile e costruttivo». Salvini: nessun nuovo documento a Ue

«Non sono mai stato un partigiano delle sanzioni. Penso che le sanzioni siano sempre un fallimento»: lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, parlando della manovra italiana in conferenza stampa a Parigi. «Sono sempre stato un commissario favorevole alla flessibilità - ha aggiunto Moscovici - e aperto al dialogo tra Roma e Bruxelles, legato a un’Italia che rimanga al centro della zona euro». Moscovici ha sottolineato come per l’Italia «la porta resta aperta, la mano tesa. Dobbiamo cercare con tutte le forze delle soluzioni condivise nell’interesse degli italiani e della zona euro», ha rimarcato il commissario. La procedura d’infrazione contro l’Italia? «Allo stato attuale, per quanto riguarda il debito, sarebbe necessaria...». Ma «non siamo ancora a questo punto», il dialogo con le autorità italiane «continuerà» fino all’ultimo.

Salvini: nessun nuovo documento a Ue

Moscovici ha provato anche ad allentare la tensione col vicepremier Matteo Salvini. Nei giorni scorsi, ha detto, «ho usato un'espressione che non è piaciuta al signor Salvini, ho detto che (sulla manovra, ndr.) `non ci sarebbe voluta una trattativa da mercanti di tappeti´, non volevo certamente dare del mercante di tappeti a Salvini, mi mettevo io stesso in quella stessa categoria...In realtà, si tratta di un'espressione francese che significa semplicemente: `le regole le applichi o non le applichi´, anche se le puoi sempre applicare in modo intelligente o flessibile. La Commissione è assolutamente disposta in questo senso, quindi dimentichiamo i mercanti di tappeti. Ma dico che dobbiamo essere flessibili nel quadro delle regole». Ma il vicepremier Salvini non si muove di un passo: ha chiarito che non ci sarà un aggiornamento della manovra da presentare a Bruxelles e non ci sarà nessun nuovo documento che il governo invierà alla Ue: «Il Parlamento dovrà approvare la manovra - ha detto il ministro - e sarebbe quantomeno ingeneroso che qualcuno dall’Europa prendesse provvedimenti sanzionatori prima ancora che la manovra esista. Non siamo una monarchia, ma una Repubblica parlamentare, ci sono centinaia di proposte di parlamentari e finché non passa dal Parlamento la manovra non esiste».

I tempi e i paletti

Tornando a Moscovici, il commissario spiega che gli Stati membri hanno ora una settimana «per decidere se avviare o meno» le raccomandazioni dell’esecutivo Ue sulla manovra italiana, anche se «non ho dubbi sul fatto che la confermerebbero». «In questo caso - ha precisato - ci sarebbe una nuova raccomandazione» all’Italia. Per Moscovici, «più ci avviciniamo alla scadenza più il dialogo diventa fondamentale». L’avvicinamento tra Roma e Bruxelles sulle regole di bilancio è «possibile e necessario». Moscovici non ha però voluto commentare le indiscrezioni di stampa secondo cui un rapporto tra deficit e Pil al 2% sarebbe la `linea rossa´ di Bruxelles. «Non si tratta di dare cifre, di citare questa o di quell’altra decimale...O riusciamo ad avvicinarci alle regole o non ci riusciamo...». E ancora: «Interesse di tutti è che le regole vengano rispettate. Non sono regole né stupide né rigide. Sono regole flessibili e noi siamo pronti a dar prova di tutta la possibile flessibilità».

La riunione di sabato

L’incontro di sabato scorso a Bruxelles con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si è svolto in un clima «utile, costruttivo, amichevole e disteso», ha confermato Moscovici, sottolineando, tra l’altro, che la riunione ha permesso di «capirsi meglio per cercare di progredire insieme».

Il rischio per l’Italia

Ma qual è il clima che vive l’Europa? Le tensioni commerciali globali, la Brexit, e la manovra italiana sono le tre principali «incertezze» che pesano sull’Europa, ha sintetizzato Moscovici. Il responsabile Ue ha quindi sottolineato che rispetto ai tre principali rilievi fatti all’Italia dalla Commissione Ue alla manovra italiana- crescita, deficit, debito - «al momento attuale non hanno trovato risposta». «Continuiamo a pensare che la manovra italiana comporti rischi per aziende, risparmiatori e cittadini italiani. Questo rischio ha un nome: si chiama debito al 130% del Pil».

 

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