Mais, in Argentina il clima è un problema

Mais, in Argentina il clima è un problema

Con le piogge estive che stanno divenendo sempre più abbondanti in Brasile, l’attenzione degli investitori si sta sempre più spostando verso l’Argentina dove, dopo un biennio connotato da precipitazioni abbondanti, i coltivatori devono iniziare la stagione di crescita 2017 - 2018 sotto la minaccia di una siccità sempre più preoccupante.

Con le piogge estive che stanno divenendo sempre più abbondanti in Brasile, l’attenzione degli investitori si sta sempre più spostando verso l’Argentina dove, dopo un biennio connotato da precipitazioni abbondanti, i coltivatori devono iniziare la stagione di crescita 2017 - 2018 sotto la minaccia di una siccità sempre più preoccupante.

Un modello climatico all’insegna della siccità è presente nel centro e nel nord della nazione in un contesto che vede le temperature al di sotto delle medie tradizionali .

La tanto temuta “La Nina” si sta sviluppando nell’Oceano Pacifico, ma risulta complicato dire con certezza se quanto sta avvenendo in Argentina è direttamente collegabile a pattern climatico in oggetto (un tipico effetto de “La Nina” è tuttavia un’estate secca in Brasile del sud e nel nord dell’Argentina, ragion per cui sarà bene prestare attenzione…).

Tra le coltivazioni che potrebbero subire i danni maggiori da un espandersi della siccità troviamo senza dubbio il Mais: il prodotto, in Argentina, è seminato in due fasi ben distinte, la prima tra settembre ed ottobre e la seconda tra dicembre e gennaio.  Il prodotto seminato nella prima fase (in questa occasione circa il 35%) impollinerà tra dicembre e gennaio, mentre quello seminato nella seconda fase (circa il 60%) impollinerà non prima della metà di febbraio e se l’attuale clima secco si protrarrà fino a dicembre allora il prodotto seminato nella prima fase potrebbe subire danni importanti.

 

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