Le riforme spingono l’America latina

Le riforme spingono l’America latina

Negli ultimi anni, i programmi di riforma hanno coinvolto molti Paesi emergenti, soprattutto in America Latina. Argentina, Messico e Brasile vengono indicati tra quelli che offrono le migliori opportunità in tema di investimenti obbligazionari

19/07/2017

In Argentina, dove il presidente Macri ha liberalizzato i prezzi interni permettendo dopo diversi anni la libera fluttuazione della valuta, una nuova leadership più ortodossa della banca centrale e un progetto ambizioso in termini di obiettivi d’inflazione, stanno permettendo una ripresa dell’economia e dei prezzi degli asset. Anche il Brasile sta attraversando un programma di riforme ambizioso in tema di conti fiscali. La spesa fiscale è stata il tallone d’Achille del Paese nel passato, con un sistema di assistenza sociale ancora più costoso di quello di molte economie avanzate e un sistema politico “mercenario” in cui il sostegno parlamentare è basato tanto sui finanziamenti diretti quanto sull’ideologia. Ma le cose stanno cambiando dato che sono in corso di approvazione riforme in tema di sicurezza sociale volte a stabilizzare le spese e le indagini anti-corruzione nell’ambito dell’operazione Car Wash stanno portando molti esponenti della politica ad affrontare il percorso decisionale con un approccio rinnovato.

Infine, anche il Messico è in un processo di riforma strutturale dell’economia, tramite l’introduzione di una maggiore competizione in settori come l’oil&gas e le telecomunicazioni. Ciò include la liberalizzazione del prezzo che, insieme alla maggiore debolezza della valuta in seguito all’elezione di Trump, ha inizialmente spinto i prezzi al rialzo e costretto la banca centrale ad aumentare aggressivamente i tassi di interesse. Alcuni esperti sono convinti che l’inflazione sia con ogni probabilità vicina al punto di svolta e che i benefici delle precedenti riforme economiche si concretizzeranno in una minore inflazione.

Victoria Harling, portfolio manager dell’Emerging Markets Corporate Debt Fund di Investec AM, è uno dei gestori obbligazionari che predilige l’America Latina. Da mesi il focus del money manager riguarda anche al Messico perché rtiene che lì si trovano alcune aziende d’eccellenza in diversi settori e gli spread hanno raggiunto livelli di ipervenduto dopo Trump, dovuti alle preoccupazioni sul Nafta. La situazione è stata per Harling un’opportunità per incrementare le posizioni in diverse società messicane investment grade solide.

Parlando di rischi, al primo posto si collocano l’incertezza intorno alle politiche commerciali Usa e i trend dei prezzi delle commodities, due elementi che possono deviare le direttrici di crescita dei Paesi emergenti. In particolare, il fronte americano rimane una wildcard: è improbabile che il gabinetto di Trump inizi una guerra commerciale potenzialmente masochista e la spinta populista sembra stia perdendo slancio. Queste sono alcune delle ragioni per cui non cè da rimanere stupiti dalla performance dell’asset class, anche in un contesto fatto da un basso prezzo del petrolio e da una traiettoria al rialzo nelle politiche sui tassi di interesse della Fed.

Anche Dave Robbins, co-gestore dei fondi TCW Emerging Markets Local Currency Income Fund e TCW Emerging Markets Income Funds, ritiene che  il Brasile e l’Argentina, hanno implementato riforme importanti nel corso degli ultimi anni. 

‘Siamo consapevoli del rally che è stato registrato finora, ma pensiamo che, con rendimenti medi intorno al 5-6%, le valutazioni risultino attraenti rispetto ad altri asset fixed income, soprattutto tenendo presente che quasi il 60% delle obbligazioni globali scambia con rendimenti inferiori al 2%. Preferiamo i mercati ad alto rendimento in Paesi che stanno implementando le riforme strutturali, come Brasile e Argentina ad esempio. Abbiamo allungato opportunisticamente la duration, in quanto il mercato ha lavorato per eliminare la componente di crescita legata a Trump e alle aspettative di inflazione negli Usa', ha affermato il gestore.

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