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La crisi degli emergenti spaventa il mercato. Borse in calo, spread ancora giù

La crisi degli emergenti spaventa il mercato. Borse in calo, spread ancora giù

Listtini europei in scia a Wall Street. Tokyo chiude in calo dello 0,56%. Si rafforza leggermente il dollaro. Differenziale in flessione: Btp sotto il 3%

Le pressioni sui Paesi emergenti continuano ad impensierire i mercati. Le Borse europee sono tutti in calo in scia anche alla seduta in territorio negativo di Wall Street. Milano va ancora controcorrente salendo dell'1,12%, sostenuta dal calo sensibile dello spread, sceso fino a 256 con il rendimento del Btp decennale tornato sotto il 3%, a vantaggio del comparto bancario. In flessione tutti gli altri listini europei: Londra cede lo 0,35%, Francoforte lo 0,55% e Parigi perde lo 0,83%. 

Non ci sono solo Turchia e Argentina sotto osservazione. Nelle Filippine l'inflazione ha superato il 6% per la prima volta in nove anni ad agosto, in Indonesia la rupia  sta toccando il livello più basso dalla crisi finanziaria asiatica del 1998, mentre la rupia indiana si avvicina a nuovi minimi storici. Record negativo anche per il rand sudafricano, ai livelli più bassi in oltre due anni, dopo che il Paese è piombato in recessione, evidenziando ieri una crescita negativa dello 0,7% nel secondo trimestre dopo il calo del 2,6% del primo.

Prevale la cautela anche in vista dell'avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Canada sul nuovo trattato nordamericano che dovrebbe sostituire il Nafta. Tokyo ha chiuso  in calo dello 0,56%, penalizzata anche dal violentissimo tifone che si è abbattuto sul Paese.

In lieve rialzo l'euro in mattinata.  La moneta unica passa di mano a 1,1585 contro 1,1558 dollari di ieri. A 129,17 il cambio sullo yen. Il biglietto verde guadagna terreno anche nei confronti della divisa giapponese a circa 111,50.

Sul fronte dei dati macro sotto le attese l'indice Pmi servizi in Italia. Il dato si è posizionato su un valore di 52,6 punti, incalo rispetto a 54 registrati nel mese di luglio. Il mercato si attendeva un dato pari a 53,1 punti.
Nel pomeriggio in arrivo dagli Usa il saldo commerciale di luglio.

Infine le commodities. Con il rafforzamento del dollaro il petrolio è in calo, con i contratti sul greggio Wti con scadenza ad ottobre che cedono 57 centesimi a 69,30 dollari al barile. In calo anche il Brent a 77,82 dollari (-35 centesimi). In lieve rialzo l'oro, 1193 dollari l'oncia.

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