Il risveglio del settore lattiero-caseario in America Latina

Il risveglio del settore lattiero-caseario in America Latina

Secondo la Banca mondiale, il PIL nei paesi dell’America Latina segna, in media, una crescita regolare da diversi anni. Anche se nel 2016 la situazione è stata particolarmente difficile a causa dei prezzi bassi per le commodity agricole e per la situazione politica, le previsioni per i prossimi anni sono positive.

Già nel 2017 la produzione di latte in Brasile è in crescita del 3,6%, così come in Cile (+9,6%) ed Uruguay (+8,3%). Anche in Argentina, paese particolarmente toccato dai problemi nel 2016, la produzione ha ormai raggiunto il livello degli anni precedenti.

Buone condizioni climatiche, alimenti concentrati più convenienti ed inflazione contenuta, hanno permesso di accrescere la marginalità dell’allevamento. La diversificazione dei sistemi produttivi nei vari paesi della regione, che comprendono sia forme estensive che intensive e la ricchezza delle risorse naturali, possono permettere di ottenere latte a costi più contenuti rispetto alle altre aree mondiali vocate.

Per le imprese di trasformazione, continua la tendenza al consolidamento in atto da qualche tempo. Alcuni esempi sono l’acquisto del 90% del gruppo lattiero caseario brasiliano Vigor da parte dall messicana Lala, la cilena Watts ha acquisito la locale unità di Danonearrivando in tal modo ad avere una quota di mercato del 14%, e l’argentina SanCor che trasformava fino al 20% del latte del paese, ha annunciato di voler vendere la maggior parte del capitale per formare un’alleanza strategica con una impresa più solida.

A livello dei consumi, la crescente urbanizzazione, dimostrata dalle megalopoli di San Paolo, Città del Messico, Rio de Janeiro o Buenos Aires, comporta una maggiore domanda di proteine animali, il che lascia prevedere in prospettiva una domanda anche per latte e derivati. Molto dipende però dalla domanda in Brasile, ed il fatto che le importazioni sono in calo di oltre il 25% provoca conseguenze negative su paesi fornitori quali Uruguay ed Argentina.

Bisogna poi considerare gli accordi economici nella regione: la rimessa in questione da parte degli USA del NAFTA (North American Free Trade Agreement), potrebbe portare i paesi del Mercosur a diventare i maggiori fornitori del Messico, paese fortemente dipendente dalle importazioni di latte dal vicino nordamericano, così come avrebbe un grande impatto la rimozione delle quote d’importazione in Brasile di latte in polvere dall’Argentina.

Dunque un settore in evoluzione e con grandi potenzialità, da considerare attentamente per il mercato globale del latte. D’altro canto, non è un caso se le maggiori imprese mondiali del dairy sono presenti in America Latina.

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