Coronavirus  ●  Estados Unidos  ●  Islas Malvinas  ●  Mercosur  ●  Mercosur-UE  ●  Venezuela

Il caso Coleman

Il caso Coleman

DOPO l'assai bella prova costituita dalla commedia amara "Emilia" prodotta l'anno scorso dal Teatro di Roma, il drammaturgo-regista argentino Claudio Tolcachir torna da stasera al Teatro Argentina con un altro successo internazionale, "Il caso della famiglia Coleman", testo presentato stavolta con la sua compagnia di connazionali Timbre 4, in lingua originale e sopratitoli italiani. «E' stata la mia prima esperienza come autore - dichiara Tolcachir - E con i miei attori, a Buenos Aires, provavamo sempre di notte, da mezzanotte alle 4 del mattino, per tornare la mattina ai nostri impegni ufficiali. Nel creare l'universo della famiglia che doveva essere protagonista dello spettacolo, abbiamo creato e scandagliato le teste dei personaggi, i loro comportamenti più intimi».

DOPO l'assai bella prova costituita dalla commedia amara "Emilia" prodotta l'anno scorso dal Teatro di Roma, il drammaturgo-regista argentino Claudio Tolcachir torna da stasera al Teatro Argentina con un altro successo internazionale, "Il caso della famiglia Coleman", testo presentato stavolta con la sua compagnia di connazionali Timbre 4, in lingua originale e sopratitoli italiani. «E' stata la mia prima esperienza come autore - dichiara Tolcachir - E con i miei attori, a Buenos Aires, provavamo sempre di notte, da mezzanotte alle 4 del mattino, per tornare la mattina ai nostri impegni ufficiali. Nel creare l'universo della famiglia che doveva essere protagonista dello spettacolo, abbiamo creato e scandagliato le teste dei personaggi, i loro comportamenti più intimi».

La quotidianità del folto e problematico nucleo domestico in scena, quello dei Coleman, s'annuncia assurda, struggente. C'è una nonna, una figlia e quattro nipoti, e sovvertendosi i ruoli, la nonna occupa il posto della madre, e la madre è una bambina immatura. Di due gemelli giovani, uno riempie il vuoto oscuro di un padre assente. L'unica che lavora è una figlia, una che porta i soldi in una casa che sprofonda. «Le mie opere parlano di una realtà che mi angoscia e che mi sta a cuore - dice Tolcachir - ma preferisco che sia lo spettatore a collegare le questioni e le situazioni con quello che sente. "Coleman" è il ritratto di una dinasty popolare o di un'intera società che per disperazione diventa egoista. Vede il dolore dell'altro ma crede che aiutarlo non sia una sua responsabilità. Percepisce il degrado di chi sta vicino, ma non se ne fa carico. E qui sta l'omissione: nel vedere e non fare nulla».

Coi suoi otto interpreti, l'autore-regista divide una filosofia, un obiettivo, un'esperienza comunitaria. «Io e loro ci mobilitiamo per far riflettere il pubblico, per tentare di suggerire un cambiamento. Vorremmo che il nostro lavoro agisse da specchio deformato dove possiamo guardarci e spaventarci per quello che abbiamo generato, o che tolleriamo. Da voi, in Italia, sto trovando complicità, comprensione, dialogo. Prima a Napoli, poi in Puglia, ora a Roma». E se ci si chiede quale possa essere l'alchimia artistica di questa compagnia sudamericana, la risposta è semplice e diretta: «Siamo amici, compagni di scuola, colleghi di corsi teatrali. A 15 anni stavamo già fantasticando una vita sulla scena. Con loro all'inizio ho fatto il regista, poi ho cominciato a scrivere. Abbiamo fondato un nostro gruppo, rischiamo assieme. Ci uniscono la disciplina e la gioia. Tutti condividiamo una responsabilità. E siamo l'opposto della famiglia Coleman».

RIPRODUZIONE RISERVATA

IN SCENA

In scena la compagnia di Buenos Aires "Timbre 4" che recita in lingua originale con sopratitoli in italiano. E' la storia struggente e assurda di una complicata e folta famiglia che vive in un'angosciosa realtà

www.prensa.cancilleria.gob.ar es un sitio web oficial del Gobierno Argentino