I bond dei paesi emergenti non temono la Fed

I bond dei paesi emergenti non temono la Fed

Le obbligazioni dei mercati emergenti restano attraenti e meno insicure rispetto al passato. L'atteggiamento della Fed e il commento degli analisti

Di fronte a rendimenti sempre meno attraente fra le economie mature, investire in bond dei Paesi Emergenti è diventato quasi obbligatorio.  A scandire il timing, come sempre, sono le decisioni delle Banche Centrali di USA ed Europa, che fra l’altro temono che da un rapido cambiamento di politica monetaria possa compromettere la crescita economica dei mercati emergenti, oggi più che mai motori a sostegno della crescita globale.

E’ da più di un anno che si registrano importanti afflussi in diversi segmenti del debito emergente – osserva Paul Murray John, Portfolio Manager del Team Global Fixed Income Macro di Robeco – . Nonostante, l’intensa ma passeggera, inversione di tendenza osservata in concomitanza dell’elezione di Trump, gli afflussi hanno recuperato velocemente.

Il successo dell’Argentina

Il recente successo dell’Argentina nell’annunciare ed emettere in meno di 24 ore 2,75 miliardi di bond a 100 anni, denominato in dollari, testimonia l’attuale entusiasmo degli investitori per il rischio degli Emergenti e ci ricorda del periodo precedente al famoso “Taper Tantrum” degli Stati Uniti del maggio 2013, quando la Fed ha annunciato per la prima volta che avrebbe cominciato a ridurre il programma di quantitative easing. Ci si chiede dunque se i futuri rialzi dei tassi negli USA avranno un simile impatto anche nell’immediato futuro: noi abbiamo qualche dubbio.

www.prensa.cancilleria.gob.ar es un sitio web oficial del Gobierno Argentino