Giornata del gas in Argentina: il 75% degli investimenti in gas nei paesi G20

Giornata del gas in Argentina: il 75% degli investimenti in gas nei paesi G20

Oggi, durante la Giornata del gas, vengono pubblicati due studi che mettono in discussione l’espansione della produzione di gas fossile nei paesi del G20 Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2018/06/giornata-del-gas-in-argentina/1108809/#Q2l2SQTFuMbVlgf2.99

Oggi, durante la Giornata del gas, un evento internazionale incentrato sulla promozione del gas naturale che si sta svolgendo a San Carlos de Bariloche (Argentina) prima del secondo incontro del gruppo di lavoro del G20 sulle transizioni energetiche (13-14 giugno) e del Meeting dei Ministri dell’energia (15 giugno), vengono pubblicati due studi che mettono in discussione l’espansione della produzione di gas fossile nei paesi del G20.

Il primo studio, dal nome Debunked: The G20 Clean Gas Myth e pubblicato da Oil Change International, analizza lo sviluppo del gas fossile nei paesi del G20 e sfata il mito del gas fossile come combustibile per la transizione. I punti chiave che emergono dallo studio sono i seguenti:

  • Il concetto di gas fossile come “combustibile di transizione” è un mito. Le emissioni provenienti dai giacimenti di gas esistenti, insieme allo sviluppo del petrolio e del carbone, superano già il budget di carbonio previsto dall’accordo di Parigi. Anche se domani tutte le miniere di carbone venissero chiuse, solo il gas e il petrolio nei giacimenti già in uso porterebbero il mondo oltre il bilancio del carbonio, con il conseguente 50% di possibilità di rimanere al di sotto dei 1,5ºC.
  • Nonostante questa realtà, si prevede che entro il 2030 i paesi del G20 saranno la sede di investimenti in nuovi progetti nel settore del gas per oltre 1,6 trilioni di dollari americani. Se ciò accadesse, le emissioni renderebbero estremamente difficile il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi, che è stato firmato da tutti i membri del G20.
  • Si prevede che cinque paesi – Stati Uniti, Russia, Australia, Cina e Canada – saranno responsabili del 75% degli investimenti nella produzione di gas nei paesi del G20 tra il 2018 e il 2030.
  • L’intenzione dell’Argentina di rendere i suoi massicci giacimenti di gas di scisto oggetto di investimento rischia di compromettere il suo impegno nei confronti dell’accordo di Parigi e di compromettere anche i lavori del gruppo di lavoro sulle transizioni energetiche che si terranno durante la sua presidenza del G20.

Lo studio ha il supporto di oltre 20 organizzazioni in tutto il mondo (African Climate Reality Project, Amazon Watch, Asian Peoples’ Movement on Debt & Development, Christian Aid, Earthworks, Engajamundo, Food & Water Europe, Food & Water Watch, Greenpeace, Health of Mother Earth Foundation, Leave it in the Ground Initiative, Legambiente, Observatori del Deute en la Globalització, Platform, Rainforest Action Network, Re:Common, Stand.earth, UK Youth Climate Coalition, urgewald, and 350.org).

Un altro studio, a cura della Fundación Ambiente y Recursos Naturales (FARN), che verrà rilasciato stasera alle ore 22 CET,  invece, si chiama “Los subsidios a los combustibles fósiles en Argentina e rivela che il governo argentino spende il 5,6% del budget nazionale (1,74% del PIL nazionale) in sussidi per i combustibili fossili. Infatti, nel 2017, i sussidi ai combustibili fossili da parte del governo sono stati pari a 9487 milioni di dollari americani, la maggior parte dei quali (75%) è andato alle imprese private, mentre il 10% a quelle pubbliche e il 14% ai consumatori. Vaca Muerta in Argentina è la seconda più grande riserva di gas di scisto al mondo e la quarta più grande riserva di olio di scisto al mondo.

L’Argentina ospita quest’anno il vertice dei leader del G20. Nel 2009, i paesi del G20 si sono impegnati ad eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili ed, in qualità di paese ospite del G20, l’Argentina dovrebbe compiere dei progressi in questo senso. Tuttavia, come risulta dallo studio, il budget nazionale del 2018 prevede che il 3,1% delle spese sarà destinato ai sussidi per i combustibili fossili e si stima che il Ministero dell’Energia riceverà quest’anno 3995 milioni di dollari dal budget nazionale come sussidi per i combustibili fossili. Pertanto, l’80% delle spese previste dal ministero è costituito da sovvenzioni per i combustibili fossili. Nel 2017, questa percentuale era del 75%.

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