Frumento, Argentina: Macri riporterà la gloria perduta

Frumento, Argentina: Macri riporterà la gloria perduta

Il trionfo di Mauricio Macri nelle ultime elezioni in Argentina non ha solamente galvanizzato i suoi sostenitori ed indotto un rally nei bond, ma ha anche consentito agli agricoltori locali di “tirar fuori dal cassetto” un vecchio sogno, ovvero quello di riportare ai fasti di un tempo le coltivazioni Frumento.

Secondo le stime del Buenos Aires Grain Exchange l’area dedicata alla coltivazione del Frumento è già balzata a 5,45 milioni di ettari (13,5 milioni di acri), valore corrispondente ai livelli più elevati dell’ultimo decennio, con gli agricoltori argentini che rispondono in modo inequivocabile alla politica di Macri che favorisce le esportazioni di prodotto e, secondo alcuni enti locali, non passerà molto tempo prima che le semine aumentino ancora.

“Il governo precedente ci ha annullati, ma ora possiamo salire anche a 6 milioni di ettari” (David Hughes, ArgenTrigo).

Nei primi anni 2000, prima degli scontri con il governo che vedeva Cristina Fernandez de Kirchner come leader, i coltivatori dell’Argentina dedicavano al Frumento una superficie pari a quella prevista da Hughes, ma in seguito il mondo ha visto un crollo di tale superficie ai livelli più bassi dal 1900.

Nel dicembre 2015, quando è salito al potere, Macri ha eliminato una tassa sulle esportazioni di Frumento e, più recentemente, ha aperto a nuovi mercati in grado di assorbire il prodotto non acquisito dal vicino Brasileche, tradizionalmente, si propone come il maggiore acquirente di prodotto argentino.

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