Enel, l'Argentina raddoppia l'utile

Enel, l'Argentina raddoppia l'utile

Invece il Cile ha visto scendere l'utile netto del 28%, ma la guidance è confermata. Domani i conti di Enel. Quanto alla cessione del 50% di EF Solare (il maggior gruppo italiano di energia solare) a F2i, per Mediobanca un valore di mercato potrebbe essere attorno a 290 mln di euro. Equita: Davide Crippa e Andrea Cioffi faranno bene ai conti del colosso elettrico

Domani Enel  pubblica i conti del primo semestre, intanto sono usciti quelli delle controllate in Sud America, con andamenti diversi. Enel  Americas, grazie all'Argentina (e meno al Brasile) ha reso noto i dati venerdì sera. L'ebitda è cresciuto del 19% a 1,65 miliardi di dollari. La generazione, nello specifico ricorda oggi Mediobanca  Securities (rating neutral, target price 5,3 euro su Enel ), è migliorata del 14% per 819 milioni di dollari, grazie ai prezzi più alti in Argentina, mentre la distribuzione è cresciuta del 25% a 875 milioni di dollari. L'ebit è cresciuto del 25% a 1,25 miliardi di dollari, l'utile è quasi raddoppiato (+96%) a 403 milioni di dollari. Il debito netto è salito del 96% a 6,5 miliardi di dollari in seguito all'acquisizione di Electropaulo, conclusa a giugno.

Anche Enel  Cile ha pubblicato i conti semestrali, registrando un ebitda di 339 miliardi di peso cileni (+11%). L'aumento viene dal business della generazione (263 miliardi di peso cileni, +20%) soprattutto come conseguenza dell'aggiunta delle attività cilene di Enel  Green Power. In termini di ricavi si è registrata una riduzione del 7% a causa del calo del prezzo medio di vendita dell'energia. L'ebitda dell'attività di distribuzione è sceso del 5,2% per i minori ricavi. L'utile netto è stato di 122,5 miliardi (-28%). I dati, secondo Mediobanca , sono deboli a causa dell'energia idroelettrica e per i costi di distribuzione. Nonostante il contesto difficile, il management della società ha confermato i target 2018.

Focus anche sul capitolo M&A. F2i, che possiede il 50% di EF Solare, ha detto di voler acquistare la quota in mano a Enel . E quest'ultima è pronta a discutere la vendita della propria partecipazoine nella joint venture chiaramente alle giuste condizioni. Enel  detiene attualmente il 50% della società, il più grande operatore italiano di energia solare, con 395 megawatt di capacità installata in complessivi 123 impianti. "Se la notizia della cessione sarà confermata, sarebbe parte della strategia di rotazione delle risorse di Enel ", affermano gli analisti di Banca Imi (rating add, target price 5,5 euro su Enel ), ricordando che EF Solare Italia ha recentemente rifinanziato una linea di credito di 1 miliardo di euro.

Mentre la settimana scorsa il fondo F21 ha raggiunto un accordo per acquistare gli asset solari di Terra Firma in Italia per 1,3 miliardi di euro, mossa che ne farà il terzo maggiore operatore del solare in Europa. All'inizio F2i e Enel  avevano presentato un'offerta congiunta per il portafoglio di Terra Firma, poi però l'ex monopolista dell'energia elettrica si è ritirato.

 

Mediobanca ricorda a questo punto che le ultime acquisizioni nel settore solare in Italia sono state 334MW di RTR rilevati da F2i di cui non non è stato reso noto il prezzo. Operazione su cui Milano Finanza ha suggerito un valore di 1,3-1,4 miliardi, che porterebbe a un multiplo medio di 3,9-4,2 milioni di euro a Megawatt. La seconda operazione sono 89 MW di Forvei acquistati da Erg  a un multiplo di 3,8 milioni di euro per MW.

Gli analisti, quindi, calcolano che se se applica un multiplo medio di circa 4 milioni di euro a Megawatt ai 395MW di EF Solare, la valutazione a livello di enterprise value della società potrebbe essere di 1,58 miliardi. Supponendo poi, scrive Piazzetta Cuccia, che questo veicolo abbia un debito di 1 miliardo, ovvero il rifinanziamento effettuato da EF Solare di tutto il suo portafoglio di attività, l'incasso per Enel  sarebbe di 290 milioni. Enel  include questa joint venutire nella linea dell'equity, pertanto il debito non è consolidato.

Fa da sfondo il nuovo board dell'Autorità dell'Energia proposto dal governo, che il Parlamento dovrà nominare ora con i due terzi dei voti, giudicato da Equita  "di buon livello e competente". Il ministro dello Sviluppo Economico ha infatti nominato due sottosegretari per il settore energetico, entrambi esponenti del M5S. Si tratta di Davide Crippa, che è stato l'artefice del programma energetico del Movimento, focalizzato sullo sviluppo delle rinnovabili avrà la deleghe per i mercati energetici (elettrico, gas e rinnovabili), mentre Andrea Cioffi, sostenitore della generazione distribuita di energia e delle smart grids, avrà la delega per le infrastrutture energetiche. Un fatto "positivo per i distributori di elettricità, in particolare Enel  ed Acea ", conclude Equita .

Il presidente dell'Autorità dell'Energia sarà Stefano Besseghini, attualmente ceo di RSE, società a controllo pubblico focalizzata su progetti strategici nel settore energetico. Gli altri commissari saranno Gianni Castelli, ex consigliere di A2a , Andrea Guerrini, professore di Management e organizzazione industriale all'università di Verona, Stefano Saglia membro del Cda di Terna  ed exsottosegretario al Mise con delega all'energia ed infine Clara Poletti, direttore della Divisione Energia dell'Autorità.

Sui conti di Enel  in uscita domani, Mediobanca  si aspetta un ebitda reported pari a 7,884 miliardi di euro, in aumento del 3%, proveniente da: mercati italiani pari a 1,16 miliardi, +1%, reti italiane a 1,8 miliardi di euro, +2%, rinnovabili globali a 1,89 miliardi, +13%, America Latina suddivisa fra Infras a quota 844 milioni di euro, -2%, e generazione in America Latina per 288 milioni di euro, -23%. Altri: 130 milioni di euro.

Invece l'ebitda adjusted è visto a 7,756 miliardi (+3%) e l'utile netto reported a 1,998 miliardi (+8%), un dato che include la posta straordinaria positiva di 128 milioni di euro relativa all'accordo di earn-out legato alla cessione di Enel  Rete Gas, già contabilizzata durante il primo trimestre 2018, e una tassazione del 28%, più bassa dell'attuale 30%.

Quanto all'utile netto adjusted è atteso da Mediobanca  a 1,870 miliardi (+3%), un dato che esclude la voce straordinaria positiva precedentemente citata. Infine, l'indebitamento netto è stimato a 41,6 miliardi, in crescita del 7%. Include investimenti per 1,3 miliardi e il pagamento dell'acconto sui dividendi per 1,1 miliardi ed è impattato dal consolidamento di Eletropaulo (2 miliardi di euro) e dall'integrazione delle attività cilene di EGPW in Enel  Chile (circa 1,5 miliardi di euro).

Il titolo Enel  questa mattina viaggia debole in borsa, cede lo 0,34% a 4,70 euro.

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