Criptovalute: il comunicato del G20 fa salire le quotazioni

Criptovalute: il comunicato del G20 fa salire le quotazioni

Il comunicato del G20 ha aiutato le criptovalute a recuperare terreno: la quotazione del Bitcoin è risalita sopra i $9.000, mentre Ripple ha recuperato quota $0,70. Quali novità da Buenos Aires?

Le criptovalute sono tornate a recuperare quota grazie al G20, il forum, che svariate edizioni raccoglie intorno a un tavolo i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali dei Paesi più industrializzati.

Il comunicato partorito dai partecipanti al meeting di Buenos Aires ha aiutato non soltanto il prezzo del Bitcoin, ma anche la quotazione di Ethereum e quella di Ripple a guadagnare terreno e a limare le perdite registrate sul finire di settimana.

Le iniziali indiscrezioni di stampa, oltre che i dubbi in merito al raggiungimento di un accordo sulla regolamentazione del fenomeno, sono stati finalmente seguiti dall’atteso comunicato ufficiale del G20 sulle criptovalute, nel quale è stato messo in evidenza il potenziale nascosto dietro al fenomeno, ma non solo. Il citato comunicato pare aver incontrato il beneplacito degli investitori e la quotazione delle principali criptovalute in circolazione è tornata a salire.

Criptovalute e G20: il comunicato

Il prezzo del Bitcoin e la quotazione delle sue maggiori colleghe ha trovato slancio nelle dichiarazioni del G20. Considerazioni, queste, che hanno messo in luce i benefici derivanti dall’universo criptovalutario, non senza dimenticarsi però di menzionare anche le preoccupazioni ad esso correlate.

A riportare i primi commenti e le prime indiscrezioni sulle discussioni di Buenos Aires era stato in mattinata Bloomberg, in virtù di una bozza di comunicato trapelata. Stando a quanto emerso dai commenti, i presenti al G20 avrebbero tentato di fare chiarezza sulla vera natura delle criptovalute, più asset finanziari che forme vere e proprie di denaro tradizionale.

“Riconosciamo che l’innovazione tecnologica, inclusa quella dei cripto-asset, ha il potenziale per migliorare l’efficienza e l’inclusività del sistema finanziario oltre che l’economia”,

ha ribadito il comunicato rilasciato in seguito alla riunione dei ministri e dei banchieri centrali.

I partecipanti, però, hanno altresì calcato sui timori relativi all’utilizzo delle criptovalute, timori indirizzati verso alcuni settori principali: la protezione di consumatori e investitori, la tutela dell’integrità di mercato, la prevenzione dell’evasione fiscale, la lotta al riciclaggio di denaro e ancora il contrasto dei finanziamenti al terrorismo.

Dal comunicato del G20 è emersa poi una considerazione fondamentale: le criptovalute non possiedono le caratteristiche tipiche delle monete nazionali e presto o tardi potrebbero avere implicazioni sulla stabilità finanziaria. 
Per questo gli invitati di Buenos Aires hanno confermato il loro impegno all’implementazione degli standard GAFI - il Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale che si occupa principalmente di promuovere strategie a contrasto del riciclaggio - nell’ottica di una prossima revisione e implementazione globale degli stessi.

Per dirla in altre parole, in linea di massima il G20 non ha dipinto le criptovalute come un elemento di sostanziale pericolo per la stabilità del sistema economico, eppure non ha mancato di riconoscere tutte le problematiche ad esse legate.

Quale futuro per le criptovalute?

Nonostante i partecipanti al G20 abbiano delineato un minimo comune denominatore di considerazione per le criptovalute, la strada da percorrere sarà ancora molto lunga, in virtù di quelle differenze e di quella discordiariscontrata sui metodi di regolamentazione del fenomeno.

Gli stati faranno fatica ad elaborare una strategia comune per fronteggiare i problemi del mercato digitale ed è proprio per questo che gli osservatori non si sono mai aspettati alcun tipo di azione concreta dal meeting argentino.

Stando a quanto emerso già nella giornata di ieri, alcuni Paesi del G20 tra cui la Francia hanno proposto l’adozione di misure concrete come quelle relative alla creazione dello status legale di “provider di servizi di cripto-asset”: un primo passo per regolare il settore.

Altri, però, hanno rifiutato l’idea di considerare le criptovalute come asset finanziari, poiché a loro detta una decisione del genere garantirebbe ulteriore e indesiderata legittimazione al fenomeno.

Ci si chiede, alla luce di quanto detto fino ad ora, se le discussioni del G20 sulle criptovalute arriveranno davvero ad un punto di svolta nei prossimi mesi o se si concluderanno, almeno per ora, in un nulla di fatto lasciando via libera alle singole autorità nazionali.

Per il momento, segnaliamo un prezzo del Bitcoin in fase di recupero su quota $9.100. Bene anche la quotazione di Ethereum a $585 e quella di Ripple a $0,70 - al momento della scrittura è l’intero comparto a viaggiare, seppur lievemente, al di sopra della parità.

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