Coronavirus, l'Italia supera la Cina per i decessi: 3.405 morti. Conte: "300 medici da tutta Italia nelle aree colpite"

Coronavirus, l'Italia supera la Cina per i decessi: 3.405 morti. Conte: "300 medici da tutta Italia nelle aree colpite"

19/03 - 16:06 - Il bollettino della Protezione Civile sull'epidemia: i casi totali superano i 40 mila. Solo a Milano balzo di 635 casi in un giorno. Nel Paese asiatico, focolaio di Covid-19, i morti sono 3.245. L'appello: "Mantenete le distanze e usate le mascherine solo se necessarie"

Un tragico record per l'Italia: il numero di vittime per coronavirus ha superato quelle complessive della Cina. Oggi si contano 3.405 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 427. In Cina, dove tutto è cominciato, le vittime registrate finora sono 3.245. Il dato è stato reso noto dal commissario per l'emergenza Angelo Borrelli nell'appuntamento quotidiano con la conferenza stampa della Protezione Civile. Ieri l'aumento dei morti era stato di 475.

Nel dettaglio, nel nostro Paese si contano ora 33.190 i malati di coronavirus rispetto ai 28.710 di ieri, con un incremento di nuovi casi rispetto a mercoledì di 4.480. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 41.035. I guariti sono 4.440, quindi un incremento di 415 rispetto ai 4.025 di ieri.
Coronavir.

Medici morti per coronavirus: salgono a 13 le vittime

Una conta impressionante, che ricade sul sistema sanitario messo a dura prova. Per quanto riguarda i malati "sono 2498 i pazienti in terapia insentiva, è l'8%", fa sapere la Protezione Civile ricordando come le politiche adottate dall'Italia siano diventate imprescindibili per contenere la malattia, oltre che un esempio per il resto del mondo. Grazie anche a medici e infermieri che assistono giorno e notte i pazienti ricoverati, rischiando la vita. Lo dimostra il bilancio delle morti tra i camici bianchi che segnano nuovi lutti: altri tre medici sono morti a Como, portando a 13 il numero totale di decessi.

La situazione resta allarmante in Lombardia, una delle prime 'zone rosse' dall'inizio della diffusione dell'epidemia, dove ora "i positivi al coronavirus sono 19.884, 2.171 in più, un dato significativamente più alto. I ricoverati sono 7.387 con una crescita molto più bassa, solo 182 in più, i ricoverati in terapia intensiva sono 1.006, 82 in più, e i decessi 2.168, 209 in più". Lo ha reso noto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. E solo a Milano i contagi in un giorno sono saliti di 635. Emilia Romagna, Veneto e Piemonte sono le altre regioni che fanno i conti con i numeri peggiori dovuti alla diffusione della malattia.

La situazione in molti ospedali lombardi è al collasso. Cinquantanove pazienti ricoverati nelle terapie intensive sono stati trasferiti in altre regioni. A Cremona aprirà domani l'ospedale da campo costruito grazie alla solidarietà di una chiesa evangelica americana, con 60 posti letto e 16 posti di terapia intensiva. Potrà invece essere operativo da sabato l'ospedale militare che sarà realizzato a Crema: "Già da sabato o domenica arriverà una brigata di medici da Cuba", con "grande esperienza nei confronti del virus Ebola". Quanto all'ospedale da campo degli Alpini che sarà realizzato nella fiera di Bergamo, "la tensostruttura sarà pronta in 72-96 ore", ha spiegato l'assessore alla protezione civile lombardo Pietro Foroni. "Poi ci vorrà il tempo per attrezzare i letti, ma si tratta di una struttura di eccellenza a livello internazionale".

"Siamo arrivati al punto in cui in molti presidi non c'è quasi più un letto disponibile, non c'è più un luogo dove ricoverare qualcuno che arriva al pronto soccorso in attesa di trovare un letto in Lombardia", ha dichiarato Gallera nel nuovo drammatico aggiornamento.

"Sono passate quasi due settimane - ha spiegato Gallera - e pensavamo che fosse sufficiente, invece il traguardo è qualche chilometro più in là. Dobbiamo stringere i denti ma ce la faremo. E' necessario che tutti abbiano un atteggiamento responsabile, vediamo i risultati di domenica". E ha aggiunto: "State lontani anche dal vostro coniuge, anche dai vostri familiari".

"La malattia non è un problema per i bambini"

L'epidemia continua ad allarmare, ma non è un problema pediatrico. Finora sono 300 i bambini risultati positivi al coronavirus, ma nessun caso grave, ha ricordato il professor Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria, nel briefing quotidiano con la Protezione civile.

Proprio oggi è stato dimesso il bambino di 22 giorni che era stato ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, primo caso di bambino positivo al Covid-19. Il neonato era venuto alla luce l'11 febbraio all'ospedale di Alzano Lombardo, epicentro dell'epidemia del Bergamasco, sano. Ma dopo alcuni giorni era sopraggiunta la febbre alta, ora è tornato a casa. Sta bene anche la mamma che il 3 marzo era risultata positiva, mentre il papà era negativo.

"Mascherine solo se necessarie, non riusare guanti"

Importanti anche le indicazioni sull'uso delle mascherine e altri presidi medici che vengono ormai a mancare da giorni negli ospedali e nelle farmacie. "Bisogna usarli quando sono realmente necessari. - ha spiegato Villani - Vanno riservati in via prioritaria ai medici e agli infermieri. Per quanto riguarda i guanti, riusarli è un non senso"

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