Cereali: per l’Argentina una doppia spinta

Cereali: per l’Argentina una doppia spinta

Le prospettive per la produzione di cereali dell’Argentina mostrano un doppio input rialzista, con un possibile ulteriore aumento delle semine di Mais che pare abbinarsi molto bene (in termini previsionali, ovviamente) alle proiezioni riguardanti il Frumento, il cui acreage è anch’esso previsto in crescita.

Le proiezioni relative alle semine di Mais della stagione 2017 - 2018 rilasciate dal ministero dell’agricoltura dell’Argentina prevedono un acreage in crescita ad 8,9 milioni di ettari (+440000 ettari su base annua): semine a questi livelli sarebbero un vero e proprio record storico e rappresenterebbero quasi un raddoppio dell’acreage rispetto alla stagione 2010 - 2011, quando ad essere seminati furono 4,56 milioni di ettari.

 

Di fatto il ministero non ha fornito nessuna spiegazione per l’upgrade in oggetto, ma la comunità degli analisti ritiene che l’intervento sia attribuibile alla nuova condotta fiscale tenuta dal governo Macri che, abbandonando le tasse sull’esportazione del Mais, ha reso l’attività molto più redditizia per i coltivatori locali che non hanno esitato a sfruttare il nuovo contesto fiscale (lo stesso discorso non vale, ad esempio, per la Soia, un prodotto per cui le tasse sulle esportazioni sono state solamente ridotte e non revocate in toto come per quanto riguarda il Mais).

La stima rilasciata dal ministero argentino si presenta in linea con quella di altre realtà di settorecome, ad esempio, l’USDA (5,2 milioni di ettari seminati a Mais, +300000 ettari su base annua) ed IGC, che segnala anche un netto miglioramento nell’utilizzo della tecnologia di settore.

Secondo le informazioni diffuse dal ministero le semine di Mais sono complete al 21% (+7% rispetto all’anno passato).

 

Frumento

Come detto in apertura l’upgrade interessa anche l’acreage di Frumento, con una proiezione di 5,93 milioni di ettari (+150000 ettari rispetto alla stima precedente) con incrementi significativi nell’area di Cordoba (il dato si mostra in ogni caso negativo su base annua con un calo di 430000 ettari; nella stima sono compresi anche 126000 ettari andati persi a causa di condizioni climatiche avverse).

 

Incoraggianti i dati sulla resa che è prevista ad una media di 1,2 tonnellate per ettaro; in espansione, a causa del clima eccessivamente piovoso, le infezioni a carattere fungino nelle aree del sud, ma nonostante questi episodi i raccolti si presentano generalmente in buone condizioni.

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