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Argentina, Macri e il crollo degli investimenti esteri

Argentina, Macri e il crollo degli investimenti esteri

Il nuovo presidente non convince le imprese straniere: da 11,7 a 4,2 miliardi in un solo anno

La cartina sopra mostra l’entità, in milioni di dollari americani, degli investimenti esteri diretti nei vari Paesi dell’America Latina tra il 2015 e il 2016.

LA FINE DELL’ERA KIRCHNER

Il dato più importante riguarda l’Argentina perché dopo due presidenze di sinistra populista come quelle di Néstor Kirchner (2003- 2007) e Cristina Fernández de Kirchner (2007-2015), il nuovo presidente Mauricio Macri, eletto nel 2015, ha avviato il Paese sulla strada di un neo liberismo che, almeno per quanto riguarda gli investimenti esteri, sta creando problemi evidenti.

Questo dipende da alcune riforme che Macri ha inteso implementare come, ad esempio, l’abolizione della legge che impediva alle aziende straniere operanti nel Paese, di trasferire all’estero i profitti generati dalle loro operazioni locali. Questo ha provocato un deflusso di dollari che il Paese non aveva mai visto senza, peraltro, vedere una crescita degli investimenti esteri che, nel 2015, erano pari a 11,7 miliardi di dollari crollati a 4,2 nel 2016.

LE RIFORME DI MACRI

Macri si difende sostenendo, come in effetti è, che molte riforme devono essere ancora implementate completamente e che quelle che sono state completamente messe in opera riguardano leggi anti corruzione e l’eliminazione del controllo sul cambio della moneta locale, ma non leggi per il rilancio economico. In ogni caso le previsioni del governo per il 2017 sono molto migliori, si prevede che dopo il deflusso di capitali, le imprese estere ricomincino a investire in Argentina.

Molto migliore la situazione in Brasile, per esempio, dove gli investimenti esteri sono aumentati di circa 4 miliardi di dollari passando da 74 a 78 in un solo anno. bene anche la Colombia, passata dagli 11,7 miliardi del 2015 agli 13,5 del 2016.

I dati si riferiscono al: 2015-2016

Fonte: Eclac

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