Afghanistan, Draghi: "Cooperazione essenziale. L'Ue sarà all'altezza. Ora bisogna difendere le donne e prevenire il terrorismo"

Afghanistan, Draghi: "Cooperazione essenziale. L'Ue sarà all'altezza. Ora bisogna difendere le donne e prevenire il terrorismo"

15:17 - La crisi umanitaria aperta dal ritorno al potere dei talebani apre un fronte nella politica italiana. Questa mattina telefonata del premier con Angela Merkel. L'Anci: "I sindaci pronti ad accogliere i profughi". Salvini: "No all'arrivo dei rifugiati"

"La cooperazione internazionale è essenziale". A dirlo, intervistato dal Tg1, è stato il presidente del Consiglio Mario Draghi. Parlando della crisi umanitaria in Afghanistan dopo la presa di Kabul da parte dei talebani, il premier ha sottolineato che "l'Unione europea sarà all'altezza e ora è fondamentale proteggere le donne e chi ha collaborato con i governi europei", oltre che con quello italiano. Inoltre, ha precisato Draghi, ora più che mai bisogna "prevenire le infiltrazioni del terrorismo". infine, il premier ha ringraziato "i nostri militari, i diplomatici e i cooperanti che per vent'anni sono stati a Herat, Kabul e in tutto il Paese".

La telefonata con Angela Merkel
Proprio il tema della protezione umanitaria è stato questa mattina anche al centro di una telefonata tra Draghi,e la cancelliera tedesca Angela Merkel. In una nota Palazzo Chigi ha fatto sapere che Draghi e Merkel hanno parlato della questione della protezione umanitaria di quanti hanno collaborato con le Istituzioni italiane e tedesche in questi anni e delle categorie più vulnerabili, a partire dalle donne afghane. Un tema posto già ieri dal presidente del Consiglio, che aveva appunto annunciato la volontà di proteggere chi ha collaborato con il governo italiano. Palazzo Chigi ha inoltre aggiunto che con la cancelliera tedesca "sono state approfondite le possibili iniziative da adottare in ambito Unione Europea, G7 e G20 a favore della stabilità dell'Afghanistan e a tutela delle conquiste in materia di diritti umani e di libertà fondamentali conseguite nel corso degli ultimi vent'anni".

I sindaci: "Pronti ad accogliere le famiglie afghane"
Intanto, dall'Anci fanno sapere che "i sindaci italiani sono pronti a fare la loro parte nell'accogliere le famiglie afghane". In una nota Matteo Biffoni, delegato Anci per l'immigrazione, spiega che "non c'è tempo da perdere, sappiamo bene come i civili che hanno collaborato con le nostre missioni in Afghanistan oggi siano in forte pericolo, soprattutto donne e minori. Il governo si sta muovendo per salvare vite umane, attraverso l'azione delle prefetture sul territorio e i sindaci mettono a disposizione la propria esperienza, per questo abbiamo scritto al ministro dell'Interno Lamorgese e abbiamo avvisato il ministero della Difesa".

E aggiunge: "Dobbiamo essere molto concreti. Sarà la storia a dare un giudizio su questi ultimi vent'anni di presenza militare in Afghanistan, oggi siamo consapevoli che è il momento di aiutare il governo a mettere in salvo vite umane. Come scritto al ministero dell'Interno, siamo pronti ad ampliare la rete Sai già presente nei nostri territori per poter accogliere e inserire le famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale, la cosiddetta Operazione Aquila".

Salvini: "No all'accoglienza dei rifugiati"
La reazione di Matteo Salvini non si fa attendere: "Sull'Afghanistan il discorso di ieri di Biden è stato pessimo. È incredibile che si perdano altri giorni e che i ministri non vengano a riferire immediatamente, ma la settimana prossima in Parlamento. Accogliere in Italia alcune decine di persone che hanno collaborato con la nostra ambasciata mi sembra doveroso, ma che nessuno ci venga a parlare di accogliere decine di migliaia di afgani. In Italia abbiano già accolto 35mila clandestini, gli altri Paesi europei facciano il loro".

Prosegue il suo ragionamento Biffoni: "Il governo sta facendo entrare nel Paese queste famiglie: abbiamo scritto al ministero dell'Interno che se la legge che disciplinerà termini e condizioni dell'accoglienza dei cittadini afghani prevederà in tempi brevi l'ampliamento della capacità di accoglienza diffusa sul territorio, con risorse mirate per l'emergenza in corso, noi potremmo ripetere l'esperienza fatta già dal 2014 con l'inserimento dei collaboratori di missioni italiane nella rete Sai. Questa è l'accoglienza adeguata per i rifugiati afghani". "Diversi Comuni - prosegue - hanno già manifestato la loro disponibilità a prevedere nei loro progetti Sai posti specifici per i collaboratori afghani e le loro famiglie, come primo passo per garantire nel prossimo futuro accoglienza e integrazione a donne e uomini in queste ore in fuga dal loro Paese. Nella rete Sai già sono presenti rifugiati afghani che stanno manifestando agli operatori la grande preoccupazione per chi è rimasto nel Paese ormai nelle mani dei talebani: noi sindaci con le nostre comunità siamo pronti a fare la nostra parte".

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